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Gesto di
amorevolezza, fuori dal tempo, intenso e raccolto, nella
vecchia cantina: si spilla il vino dell'uva d'oro, bionda
e piena di luce per Fedele Romani, goltrauben, in
Germania: il montonico.
Fra i più gloriosi vitigni italici, caratteristico
dell'agro bisentino, il montonico, come uva da
esportazione, fino alla seconda guerra mondiale superò la
soglia dei ventimila quintali.
Con la guerra, la fillossera; e i vitigni scomparvero. l'Amimont,
associazione amici dei montonico, in un'intensa opera di
protezione e di valorízzazione, persegue la ripresa e la
tipicizzazione dei prodotto.
Un bianco fra i più prestigiosi d'Abruzzo, che ha trovato
estimatori nei mondo turistico alberghiero, che si coniuga
con pesce, uova, formaggio; e, più peculiarmente, con
lumache.
Come i fioracci del fuochi d'artificio, è un vino in tre
tempi, in tre tonalità gustative: apertura asprigna, corpo
luminoso e rotondo; e, per retrogusto, una specie di che
evoca vellutati sapori di primule.
(tratto dal Calendario sui
Mestieri prodotto dalla Comunità Montana del Gran Sasso)
il testo è di Luciano Ricci.
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