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La figura
del torniante è tra le più tipiche e remote nella storia
della civiltà artigianale, è nata con l'uomo.
La gestualità ieratica, le movenze magiche di un piffero
invisibile incantano la creta che si alza fresca e morbida
dal tornio come serpente ammansito, si piega e sboccia
sotto la pressione amorevole e suasiva delle dita.
Questa bottega di Castelli nella penombra densa di secoli,
ha attraversato immutata il tempo: tavolo, ciotole,
ragnatele; la luce dal telaio secolare della sfinestratura
bassa sotto le gobbe travi della soffitta, glorifica il
momento creativo di una tradizione celebre nel mondo, che
ha conosciuto nella sua sequenza di generazioni anelli di
grande splendore.
L'istituto Professionale d'Arte Ceramica, uno dei centri
più attrezzati d'Europa, rinnova nei giovani, con tecniche
e programmazioni d'avanguardia, questa peculiare attività
artistica castellana.
Immagine
insolita del nostro calendario che ha come tematica i
mestieri in estinzione: un giovane pittore ceramista,
espressione di una generazione che ha raccolto e rivive
con dimensioni vivide ed attuali un'eredità secolarmente
illustre. Le realizzazioni dei Centri di studi d'arte
ceramica, il Museo Civico, gli impianti industriali in
continua espansione, le iniziative volte a valorizzare
potenziare e difendere il prodotto castellano, hanno
portato ad una vigorosa ripresa in questo settore.
L'istituto d'Arte Ceramica di Castelli, un complesso
dotato di attrezzature e di docenti altamente qualificati,
attraverso piani programmatici di ricerca e di confronto,
persegue nei giovani maestri d'arte la consapevolezza di
una professionalità, che è la più valida premessa per
onorare, nella continuità della tradizione, questa
altissima espressione dei mondo artistico, secolare vanto
castellano.
(tratto dal Calendario sui
Mestieri prodotto dalla Comunità Montana del Gran Sasso)
il testo è di Luciano Ricci.
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Preparazione del biscotto.
Fase di decorazione.
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