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Con il
sarto, il falegname e il maniscalco è una delle figure
più diffuse e caratteristiche, il ciabattino.
L'oleografia e, la letteratura popolare lo vogliano per
tradizione, ridanciano, filosofo, arguto: gli hanno reso
i dovuti onori poeti, scrittori, artisti di ogni tempo.
Le industrie specializzate non hanno definitivamente
cancellato gli spaghi impeciati, scatole di cromatine,
stesso insinuare di subbia. Gloriosi interpreti di
tomaie, pellami, colle e suole: nel gesto di questo
raffinato artigiano c'è la consapevolezza quasi sacrale
di un mondo in estinzione e il fascino irripetibile di
odori, suoni, movenze che gravitano attorno al manufatto
come ad un magico centro di suggestive pulsioni.
(tratto dal Calendario sui
Mestieri prodotto dalla Comunità Montana del Gran Sasso)
il testo è di Luciano Ricci. |
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