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“Le genti del Parco”.

A Teramo il più grande presepe d’Abruzzo
L'Araldo Abruzzese (del 5 Dicembre 2004)

Approfondimenti
Foto Album

Teramo si appresta a vivere un Natale più ricco, grazie anche ad una iniziativa senza precedenti per la nostra città: l’allestimento del presepe più grande d’Abruzzo, dedicato alle genti del Parco, nei locali dell’ex Ospedale Psichiatrico, in via delle Recluse, accanto alla Porta Melatina. La visita, che potrete fare a partire dall’otto dicembre, non vi deluderà. Sarà oltre che momento di riflessione religiosa, occasione di arricchimento culturale. Infatti accanto alle scene di ispirazione biblica, contenute nell’ampia sala della Natività, allestita dall’ex scenografo del grande Totò, il Maestro napoletano Antonio Flagiello, troverete una ricostruzione fedele dei nostri villaggi e di tutte le attività dell’uomo dei monti della Laga, che vi darà una rilettura culturale delle nostre tradizioni popolari. La grande struttura creata da Gino Di Benedetto e la moglie Fabrizia ha infatti questa grande peculiarità: la rappresentazione della nascita del Salvatore, nel contesto della raffigurazione della vita  e delle attività che dai nostri monti, fino al mare adriatico, ha impegnato le genti della Laga, riproducendo con precisione maniacale tutte le attività che si svolgevano nelle nostre borgate,

La Rappresentazione incanta per la grandiosità  dell’allestimento. Io la definirei una pagina del Vangelo in dialetto teramano. Qui la magia del presepe, che per i popoli cristiani è ormai memoria storica, viene raccontata con immagini suggestive di pastori intenti alla transumanza, di donne che svolgono il loro compito accudire le bestie e fare i lavori domestici, di falegnami, fabbri, mugnai, scalpellini, arrotini,  pescatori, taglialegna e tanti altri che si muovono con gesti usuali al proprio mestiere. All’interno di una scuola, di una “pinciara”, di un fienile, di una stalla, i particolari  struggono il cuore di chi ha vissuto quell’epoca difficile ma intensa. La ramiera di Villa Tordinia, la segheria, il frantoio, il mulino in movimento alimentato dall’acqua corrente che riproduce il corso del fiume Tordino dal Gorzano al mare, poi le rive dell’Adriatico con i trabocchi dei pescatori e le greggi lungo la costa intente a raggiungere le Puglie, tutte immagini che completano una scena dove  i particolari sono tantissimi. I personaggi si animano anche grazie agli innumerevoli suoni, voci, canti e rumori ambientali che condiscono i movimenti nelle azioni ricorrenti della vita


Nella foto Sergio Scacchia

quotidiana. Ad accrescere il  realismo contribuiscono le luci che riproducono anche i tipici tremolii delle lampade ad olio e torce. Il Presepe poi regala anche i toccanti brani tratti dai Vangeli, che sono stati  scelti dal Vescovo di Teramo e registrati da una voce narrante, che arricchiranno la Natività.

L’impressione che resta negli occhi e nel cuore del visitatore è un quadro preciso che riporta il presepe alla sua funzione originaria, quella di una pagina del Vangelo tradotta nella religiosità popolare, accompagnata da un forte messaggio di pace.  
 
                            

                               Sergio Scacchia