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macchine per la macinazione del grano

LA MACINAZIONE

Il processo di riduzione in polvere dei grani dei cereali subì un sostanziale progresso solo quando nel Neolitico si passò allo sfregamento delle cariossidi (semi) con elementi lapidei.

Per la fresatura del grano si cominciò così ad utilizzare una macina composta da due parti distinte ma complementari: il macinello (parte superiore mobile) e il levigatoio (parte inferiore fissa).

è difficile identificare il nome dell’inventore e/o la zona d’origine delle prime macine, trattandosi di uno strumento veramente primordiale: Plinio ci prova attribuendola addirittura alla divinità (Cerere) 11.

La macina nel tempo subì poi delle sostanziali modificazioni in rapporto al tentativo di aumentarne il rendimento, attraverso il miglioramento dell’energia motrice prodotta dall’uomo, dagli animali e dall’acqua.

In linea generale la sua evoluzione può dunque essere schematizzata nelle seguenti tipologie:

macina a sella
macina a tramoggia e leva o a pressione
macina rotatoria manuale
macina rotatoria a “clessidra” o “pompeiana”
macina ad ingranaggio per molino idraulico
macina ad ingranaggio per animali o manuale

 Foto A: Comune di Castellalto:
 Molino Giacomo Di Giovannantonio.

 

 Foto B: Comune di Cermignano:
 Molino Maiorino Francia.
 

NOTE:

11
 Cerere insegnò a coltivare i cereali, mentre gli uomini si cibavano di ghiande. La stessa Cerere insegnò in Attica (secondo altri in Sicilia) a macinare e triturare il grano. Cfr. Gaio Plinio Secondo, op. cit, VII 191: "Catalogo delle invenzioni ed inventori". Primo secolo d.C. 

 
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